lunedì 8 dicembre 2014

La novena dell'immacolata, storie e un pò di provincia

Con la festa dell’Immacolata, la prima e più importante dell’Avvento, festeggiamo la Madre Santa per eccellenza, prototipo della redenzione dell’umanità.
Immacolata Concezione significa che Maria fu concepita senza peccato originale, e perciò salutata dall’Angelo Gabriele “piena di grazia”.
E’ festa antichissima, testimoniata a partire dall’VIII secolo, ma alla data del 9 dicembre, come “Concezione di Sant’Anna” che l’avrebbe concepita senza intervento umano, come attestato dal Vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo.

Il Dogma venne proclamato solennemente da Papa Pio IX l’8 dicembre del 1854, ma tre secoli prima, il Concilio di Trento aveva già dichiarato, per la verità , che Maria era da ritenersi esclusa dal peccato originale, senza tuttavia definirne il dogma. Nel 1661 il papa Alessandro VII, con la bolla “Sollicitudo” vietò “di negarla sotto qualsiasi forma” giacchè l’università di Granada, nel 1617, aveva emesso il “Votum Sanguinis” ovvero la difesa fino al martirio dell’Immacolata Concezione di Maria.
Mentre infuriava la peste del 1624, il Pretore, di sua iniziativa, aveva pensato bene di nominare Santa Rosalia protettrice della Città. Per evitare i fulmini del cielo e quelli della Santa Chiesa scavalcata, per ordine dell’allora Arcivescovo il Cardinale Giannettino Doria, il Senato nella persona del Pretore Vincenzo del Bosco Duca di Misilmeri, ordinò allora, molto prudentemente, che “in perpetua si offrisse alla Madonna di Trapani un cereo di rotoli 50 e all’Immacolata di San Francesco un donativo di 100 onze d’argento”. Ma già la devozione dei Palermitani era molto più antica, infatti, vi sono documenti che attestano celebrazioni di Messe all’altare dell’Immacolata della Basilica di San Francesco a Palermo già dalla prima metà del 1400.

La festa dell'Immacolata inaugura ufficialmente il periodo delle festività natalizie e nelle case si è soliti addobbare l'albero, cenare insieme agli amici e ai parenti la vigilia e giocare a carte e a tombola. Il sette di dicembre in molti paesi siciliani è usanza mangiare la Muffuletta, pagnotta di grano aromatizzata e condita in diversi modi; nelle tavole di PalermoBagheriae di altri paesi del palermitano non manca 'U Sfinciuni, una focaccia morbida condita con salsa di pomodoro, acciuga, cacio cavallo. U Sfinciuni è un tipico piatto palermitano, caratteristico del periodo natalizio; a Bagheria è il piatto tipico principale del menù che si prepara il giorno prima di ogni festa natalizia. Invece, un dolce tipico siciliano diffuso in tutta l'Isola consumato soprattutto l'8 dicembre è la Petrafennula; di origine araba, è una sorta di torrone che viene preparato con miele, mandorle, bucce di arancia e di cedro. Ma il dolce più tipico, più maestoso ed elegante è il Buccellato, in siciliano Cucciddatu; è un impasto di pasta frolla farcita con un ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d'arancia, spesso a forma di ciambella. 

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